Abbonamenti alla mobilità: che cosa possono imparare i trasporti da Netflix?
Pensiamo a Netflix, iTunes e alle nuove banche digitali come Revolut. Se questo modello si potesse applicare anche alla mobilità, potrebbe incoraggiare le persone a scegliere un trasporto più sostenibile.

Il modo in cui accediamo ai servizi sta cambiando. Dalla musica al cinema fino alla banca, tariffe flat e abbonamenti stanno sostituendo il pagamento a consumo. Pensiamo a Netflix, iTunes e alle nuove banche digitali come Revolut. Se questo modello si potesse applicare anche alla mobilità, potrebbe incoraggiare le persone a scegliere un trasporto più sostenibile. Tuttavia le autorità del trasporto sono ancora in ritardo nell'introdurre tariffe che favoriscano e premino la fedeltà dei clienti.
Gli abbonamenti ai trasporti non sono una novità. In molti Paesi esistono abbonamenti al trasporto pubblico a prezzo fisso con viaggi illimitati. E i servizi di bike, car o scooter sharing funzionano spesso in abbonamento, con pacchetti diversi che offrono livelli di accesso differenti. La novità è semmai l'applicazione al trasporto multimodale, il cosiddetto Mobility as a Service (MaaS).
Il MaaS prevede pianificazione dei percorsi, bigliettazione e pagamento completamente integrati, accessibili tramite un'unica piattaforma o app, senza che i pendolari debbano rivolgersi a più fornitori. Con un mercato globale che si prevede raggiungerà tra i 2 e i 5 miliardi di dollari nel prossimo decennio, e città incentrate sull'auto ormai insostenibili, diversi Paesi stanno lavorando per introdurlo.
A Helsinki l'app Whim di MaaS Global offre pacchetti che vanno dal pagamento a consumo agli abbonamenti mensili illimitati. A Londra Citymapper ha lanciato di recente una travelcard in abbonamento che copre trasporto pubblico, biciclette e taxi, e punta a includere in futuro monopattini e car sharing. A Singapore l'app di trasporto multimodale Zipster inizierà a offrire pacchetti in abbonamento all'inizio del 2020, mentre anche Sydney sta sperimentando abbonamenti MaaS personalizzati. Perché il sogno diventi realtà a livello globale, però, devono succedere due cose:
Innanzitutto l'uso dell'auto in città deve diventare molto meno conveniente, qualcosa su cui molte città stanno già lavorando. In secondo luogo il MaaS deve colmare il vuoto, offrendo una copertura geografica e oraria ampia e senza interruzioni che risponda alla maggior parte delle esigenze di mobilità degli utenti.
Sottoscrivere un abbonamento è un atto di fede e una scommessa (quanti di noi pagano una palestra che non frequentano?). I pendolari si abboneranno quindi solo dopo aver usato per un po' i servizi pagando a corsa, quando saranno sicuri di poter contare sul trasporto a chiamata sempre e ovunque. In parole semplici, quando il MaaS sarà all'altezza della comodità percepita dell'auto. Per questo funziona meglio quando copre esigenze fisse come il tragitto casa-lavoro o la connettività di primo e ultimo miglio, ad esempio collegando le aree suburbane ai nodi di trasporto.
Fare degli abbonamenti MaaS la norma è possibile, ma richiederà innovazione continua, partnership pubblico-private e disponibilità a collaborare da parte delle autorità perché le soluzioni siano pienamente efficaci. In un mondo ideale, le startup, libere di innovare e flessibili nell'adattarsi, possono offrire alle autorità del trasporto soluzioni tecnologiche per migliorare infrastrutture e servizi. Ad esempio, la tecnologia di Shotl viene usata per digitalizzare e gestire a chiamata i minibus di quartiere a Barcellona.
L'accesso ai dati dei pendolari è inoltre essenziale perché enti pubblici e privati capiscano come si spostano le persone, individuino le lacune del mercato e adattino di conseguenza servizi e prodotti. Con una scelta lungimirante, il governo del Nuovo Galles del Sud ha reso pubblici i dati sui trasporti per favorire l'innovazione. Molti dati, però, sono gelosamente custoditi da poche aziende di internet o dei social media, e accedervi è più difficile.
Gli abbonamenti MaaS hanno il potenziale per incoraggiare un maggiore uso del trasporto sostenibile. Perché questo avvenga, però, il trasporto multimodale deve essere pienamente integrato e accessibile da un'unica piattaforma, eguagliando la comodità dell'auto nella percezione dei pendolari. Shotl continua a collaborare con enti pubblici e privati per realizzarlo e creare le condizioni perché l'innovazione possa fiorire.


