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La «cannibalizzazione» nella mobilità

Oggi i modelli di trasporto si sono moltiplicati e diversificati, dalle modalità individuali ai sistemi collettivi. Le modalità personali dominanti restano l'auto privata e la moto, seguite da bicicletta e taxi.

Darian Heim
· 3 min di lettura
Scarpe di un pedone accanto al simbolo della pista ciclabile sul marciapiede

Nuovi concorrenti del settore dei trasporti hanno avviato una battaglia contro le modalità tradizionali con l'obiettivo di dominare e monopolizzare, direttamente o indirettamente, i futuri modelli che le sostituiranno. Purtroppo questo aumento della concorrenza non porta necessariamente a una mobilità migliore per tutti. Il coordinamento e il rispetto di alcune regole da parte di tutti restano fondamentali per un ecosistema della mobilità efficiente, sostenibile e inclusivo.

Oggi i modelli di trasporto si sono moltiplicati e diversificati, dalle modalità individuali ai sistemi collettivi. Le modalità personali dominanti restano l'auto privata e la moto, seguite da bicicletta e taxi. Autobus, treni e tram continuano ad avere una forte presenza nei sistemi di trasporto collettivo, anche se modalità emergenti come car pooling, ride-hailing e microtransit stanno guadagnando quote di mercato con lo sviluppo di queste nuove forme di trasporto collettivo non pubblico.

Per spostarci possiamo muoverci da soli o condividere un veicolo con altre persone. Esiste un'interazione tra tutte le modalità che dipende da vicinanza, prezzo e disponibilità, ma anche dalle preferenze personali e da altri fattori come il meteo. Ad esempio, se il trasporto pubblico diventa gratuito, attira soprattutto nuovi passeggeri che altrimenti avrebbero percorso a piedi brevi distanze. E quando piove le persone tendono a lasciare la bici a casa e a prendere l'auto. Sempre più prove indicano che l'arrivo delle nuove aziende di ride-hailing sottrae passeggeri che altrimenti avrebbero usato il trasporto pubblico.

In questo contesto si dice che le diverse modalità si «cannibalizzano» a vicenda. Anche se è certamente un termine di moda, indica una questione importante: la mobilità è un sistema che richiede coordinamento per non diventare una corsa competitiva cieca in cui le quote di mercato prevalgono su qualsiasi altra considerazione.

Il coordinamento in questo nuovo ecosistema della mobilità è fondamentale per diversi motivi:

  • Lo spazio. È una risorsa scarsa, soprattutto nelle aree urbane dense, e le auto hanno un effetto negativo da questo punto di vista, in particolare se hanno un solo occupante e devono essere parcheggiate. Preoccupazioni simili riguardano l'impatto dei nuovi servizi di micromobilità a flusso libero.
  • Le infrastrutture possono sostenere solo un numero limitato di veicoli in circolazione contemporaneamente. Sono preferibili i veicoli in grado di trasportare più persone per tratto di strada o di binario.
  • L'accesso alla mobilità è legato all'inclusione sociale. Solo se le persone possono spostarsi in tempi ragionevoli e a costi accessibili, indipendentemente dal reddito o dalla condizione sociale, avranno mobilità sociale e potranno migliorare il proprio reddito.
  • L'impatto dei trasporti si può misurare anche in termini di sicurezza, sostenibilità e salute pubblica. Questo è particolarmente rilevante per i servizi a zero emissioni e per le altre modalità attive, come camminare o andare in bicicletta, che hanno un evidente impatto positivo su salute pubblica e forma fisica.
  • La concorrenza tra modalità e all'interno di ciascuna è benvenuta, perché migliora la facilità d'uso e l'efficienza dei costi. Deve però essere coordinata e regolamentata tenendo conto di questi fattori.

Introdurre un servizio condiviso a chiamata secondo questi criteri richiede un approccio decisamente collaborativo. In particolare, deve puntare a togliere auto private dalla strada senza fare concorrenza né alle linee di autobus esistenti né alle modalità attive. Deve inoltre offrire una mobilità più flessibile a chi dipende da una modalità di trasporto condivisa o la preferisce.

In Shotl siamo guidati dalla convinzione che la cannibalizzazione nel mercato della mobilità vada evitata. Sappiamo che l'unico modo per riuscirci è lavorare fianco a fianco con le autorità pubbliche e con gli operatori esistenti. Esempi di queste collaborazioni sono i nuovi servizi di bus a chiamata che stiamo contribuendo ad avviare a Malaga, Vallirana e Montbéliard.

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