Perché i dati sono fondamentali per gestire efficacemente una crisi
Chi estrae i dati è il re. E mentre il mondo esce dal suo rifugio dopo il blocco per il Covid-19, una gestione intelligente dei dati sarà fondamentale per affrontare le sfide della «nuova normalità».

Stiamo vivendo una corsa all'oro del XXI secolo in cui l'informazione è la nuova moneta e chi estrae i dati è il re. E mentre il mondo esce dal suo rifugio dopo il blocco per il Covid-19, una gestione intelligente dei dati sarà fondamentale per affrontare le sfide della «nuova normalità».
I consumatori stavano appena iniziando a capire il valore dei propri dati e quanto poco controllo abbiano su di essi. Ora, per tutelare la salute pubblica e salvare l'economia, viene chiesto loro di accettare una sorveglianza maggiore.
Quando è arrivata la pandemia, la mancanza di dati e sistemi ha imposto una risposta uguale per tutti: intere popolazioni in quarantena e tutte le attività chiuse tranne quelle essenziali. Per stabilire chi possa tornare a spostarsi in sicurezza, alcuni Paesi usano ora app di monitoraggio sanitario o codici QR personalizzati, per un approccio più mirato. Per valutare il rispetto delle misure di distanziamento, c'è chi propone di andare oltre e analizzare dati di mobilità aggregati e anonimi provenienti dai cellulari per capire i nostri spostamenti.
Se ti sembra un po' «Grande Fratello», non sei l'unico. Human Rights Watch mette in guardia dai pericoli dell'accesso dei governi, soprattutto di quelli con uno scarso rispetto dei diritti umani, a grandi quantità di dati dei cittadini, e dalla tendenza delle misure d'emergenza a restare in vigore anche dopo la fine dell'emergenza. Riconosce però che a mali estremi servono estremi rimedi, e sembra che l'opinione pubblica sia d'accordo.
L'altro lato della medaglia è che lo sfruttamento dei dati offre molti vantaggi, soprattutto per un trasporto pubblico uguale per tutti, indispensabile per far tornare le persone al lavoro. A differenza della tendenza verso soluzioni di mobilità personalizzate e basate sui dati nel trasporto privato o a chiamata, i servizi pubblici sono ancora piuttosto «analogici». Alcune città hanno adottato tessere di trasporto personali, carte bancarie o smartphone da validare sia in entrata sia in uscita, ricavando una grande quantità di dati sui comportamenti e sui profili degli utenti. Altre, invece, usano ancora biglietti non nominativi validati solo in entrata, che raccontano solo una parte della storia.
Ora, sotto pressione per adattare i servizi, le autorità devono poter prevedere la domanda e rispondervi per garantire il distanziamento, ad esempio controllando il numero di passeggeri a bordo. Ma se per un autista è facile vedere quando un autobus è pieno, è più difficile valutare la metà o un terzo della capienza. Per questo Shotl sta lavorando a un'app che consente agli autisti di aggiungere e sottrarre passeggeri e di automatizzare il controllo della capienza. I dati vengono inviati a un database centrale per avere un quadro in tempo reale dei punti in cui la capienza viene raggiunta o superata, così che i responsabili possano adeguare il numero di veicoli alla domanda che cambia.
Una seconda fase del progetto metterà queste informazioni a disposizione dei passeggeri, così che sappiano se potranno, o vorranno, salire su un veicolo in arrivo. Una fase finale prevede prenotazione e pagamento tramite app e la possibilità per gli autisti di bloccare i posti vuoti tra un passeggero e l'altro.
Gestiti in modo sicuro ed etico, grandi insiemi di dati non personali possono favorire soluzioni più sofisticate e risposte alla crisi più mirate in tutti gli ambiti. Nei trasporti, una maggiore condivisione dei dati permetterebbe a tutti di vedere il quadro d'insieme, invece di concentrarsi ciascuno sul proprio ambito, aiuterebbe a individuare ed eliminare le inefficienze dei modelli esistenti, eliminerebbe le congetture nella previsione della domanda e renderebbe possibili servizi più mirati e sostenibili.
In questo senso sono benvenute iniziative come Data4PT dell'UITP, che punta a promuovere la condivisione dei dati sui trasporti. La politica di Shotl è condividere tutti i nostri dati con i clienti, ma capiamo perché alcuni fornitori temano di perdere il proprio vantaggio competitivo condividendoli con i concorrenti. Realizzare un'«utopia dell'informazione» significa quindi creare un clima in cui una maggiore cooperazione vada a vantaggio di tutti, soprattutto dei nostri passeggeri.


