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Trasporto on demand: uno o cento?

Non esiste un solo tipo di trasporto on demand, ma un'ampia varietà di modelli. In Shotl ci piace descrivere 5 gruppi, o livelli, di trasporto a chiamata.

Adrià Ramírez
· 4 min di lettura
Passeggera che guarda dal finestrino dell'autobus una strada innevata

Fortunatamente il trasporto on demand è diventato un concetto ampiamente conosciuto sia dagli utenti sia dal settore dei trasporti. Che un servizio on demand sia pienamente integrato nei sistemi di trasporto delle nostre città e regioni o che si tratti di servizi indipendenti con taxi o furgoni, i servizi a chiamata sono sempre più diffusi, soprattutto da quando le app permettono agli operatori di raccogliere le preferenze degli utenti, calcolare i percorsi desiderati e inviare gli autisti dai clienti in tempo reale.

Non esiste un solo tipo di trasporto on demand, ma un'ampia varietà di modelli. Il trasporto on demand può essere definito come qualsiasi servizio di trasporto la cui offerta (orario e/o percorso) non è completamente definita finché l'operatore non riceve qualche informazione sull'intenzione dell'utente per quel giorno, luogo e/o orario specifici.

Sulla base di questa definizione, in Shotl ci piace descrivere 5 gruppi, o livelli, di trasporto a chiamata:

1. Percorso fisso: a questo livello, i servizi a chiamata operano su un percorso predefinito in cui alcune fermate sono «facoltative», per cui il veicolo vi passa solo se qualcuno le ha richieste in precedenza. Questo permette all'operatore di risparmiare chilometri a vuoto e tempo di viaggio. A volte l'intero percorso può essere facoltativo: se non c'è domanda per una determinata corsa, il veicolo non esce nemmeno dal deposito.

2. Percorso flessibile: il caso precedente può essere esteso aggiungendo fermate facoltative in una fascia vicina al percorso. Se una fermata viene richiesta, il veicolo effettua una variazione di percorso. Ogni corsa ha un allungamento massimo del percorso che può ragionevolmente sostenere: se è stato raggiunto, gli utenti possono scegliere se attendere l'autobus successivo o raggiungere a piedi la fermata del «percorso principale».

3. Adduzione (feeder): qui si aggiunge un ulteriore grado di libertà: tutte le salite (o, in alternativa, tutte le discese) vengono definite in base alla domanda, senza seguire alcun percorso prestabilito. Il punto di arrivo (o, in alternativa, di partenza) è invece fissato in un luogo e a un orario precisi. Trascorso quell'orario, la corsa può ricominciare.

4. Da incrocio a incrocio: in questo modello scompare del tutto il concetto di corsa. Non ci sono percorsi né orari predefiniti, ma un insieme di fermate distribuite in un'area e una fascia oraria in cui il servizio è attivo. Il percorso viene creato in tempo reale in base alle richieste degli utenti. Se non c'è domanda, il veicolo resta fermo. Se la domanda è costante, il veicolo può continuare a muoversi fino alla fine dell'orario di servizio.

5. Porta a porta: il caso precedente richiede ancora la definizione di fermate, fisiche o virtuali, come unici punti consentiti di salita e discesa. L'ultimo passo è eliminare del tutto questo concetto e consentire salite e discese in qualsiasi punto dell'area di servizio.

I casi d'uso di ciascun modello sono molto diversi: se il «da incrocio a incrocio» e il «porta a porta», le specialità di Shotl, sono ideali per aree suburbane, servizi notturni, campus aziendali e piccole aree rurali e turistiche, il modello «feeder» è perfetto per una navetta aeroportuale o un bus aziendale, mentre i percorsi fissi e flessibili funzionano bene nelle aree grandi e molto frequentate. Inoltre, i modelli misti possono coesistere senza problemi.

Questa classificazione va dai modelli meno flessibili a quelli più flessibili di trasporto on demand, ma non è l'unico criterio possibile. Un altro criterio importante considera con quanto anticipo viene calcolato il percorso, vengono comunicati gli orari stimati al cliente e vengono programmate le nuove richieste. Questo dipende dall'imprevedibilità della domanda: uno scuolabus cambierà solo a ogni nuovo periodo scolastico, una navetta per l'aeroporto può essere prenotata qualche ora prima e gli utenti di un servizio notturno apprezzeranno molto la possibilità di prenotare all'ultimo minuto.

Gli algoritmi che riottimizzano costantemente i percorsi sono ideali per quest'ultimo caso, mentre quelli che trovano la soluzione ottimale solo quando è nota tutta la domanda sono più adatti al primo.

Infine, ci sono fattori esterni che possono definire il servizio on demand: il tipo di veicolo (autobus, furgone o taxi), la sua integrazione (o meno) con le tariffe e le informazioni del trasporto pubblico, la natura della destinazione e così via.

Se stai pensando di introdurre un sistema di trasporto on demand, contattaci e ti aiuteremo a scegliere il modello più adatto a te.

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