Vai al contenuto

Sant Cugat ha affiancato il servizio a chiamata alla sua rete, senza sostituirla

Tre zone a chiamata con l’operatore Moventis, aggiunte una alla volta dal 2017: tutte ancora attive, tutte in crescita, accanto alla linea ferroviaria e agli autobus a percorso fisso.

Gestito da
Moventia
Con
Ajuntament de Sant Cugat
Territorio
Comune suburbano, ~90.000 abitanti
Modello di servizio
A chiamata, tre zone
Operatore
Moventis
Attivo dal
Luglio 2017
Un passeggero in attesa accanto al minibus Moventis con il marchio Shotl a Sant Cugat

Risultati

100.000
Passeggeri a Can Trabal

La terza zona ha superato il centomillesimo passeggero nel marzo 2025.

×5
Domanda a Can Barata

Cinque volte l’utenza del servizio tradizionale che ha sostituito.

×3
Utenza a Les Planes

Triplicata nei dieci mesi successivi al lancio, e ancora in crescita.

La sfida

Il timore che il trasporto flessibile cannibalizzasse la rete

Il trasporto a chiamata incontra di solito la stessa obiezione: operatori, enti e utenti abituali temono che sottragga passeggeri a servizi che già funzionano. Il dubbio tende a emergere quando la novità di un nuovo sistema si esaurisce.

Sant Cugat — un comune di circa 90.000 abitanti in provincia di Barcellona, noto per il suo programma di smart city — ha preso fin dall’inizio la posizione opposta. Sia il Comune sia l’operatore, Moventis, erano convinti che il servizio a chiamata non fosse una minaccia per la rete esistente: serviva a completare la linea ferroviaria e i percorsi fissi degli autobus, migliorando la qualità del servizio e riducendo i costi operativi.

I quartieri che ne avevano bisogno erano quelli serviti male da un percorso fisso: Can Barata oltre la stazione, Les Planes in collina e Can Trabal. C’era anche un secondo dubbio: che i residenti più anziani si sarebbero rifiutati di usare un’app. Can Barata ha risposto a entrambi: download e richieste sono cresciuti in modo esponenziale e la domanda si è moltiplicata in meno di tre mesi.

3 zone
attive accanto alla rete fissa
Dal 2017
tutte e tre ancora in servizio

Cosa abbiamo implementato

Tre zone, aggiunte una alla volta man mano che ciascuna funzionava

  1. 01
    Can Barata, 2017

    La prima zona, che collega i pendolari alla stazione ferroviaria. Oltre 50.000 passeggeri.

  2. 02
    Les Planes, 2019

    Il quartiere periferico in collina. Oltre 75.000 passeggeri, e in crescita.

  3. 03
    Can Trabal, 2019

    24 fermate virtuali su 1,6 km², cinque in più rispetto al vecchio percorso fisso.

  4. 04
    App o call center

    Adottata da tutte le fasce d’età: oggi pochissimi passeggeri prenotano ancora per telefono.

Più fermate del percorso che ha sostituito

Can Trabal conta 24 fermate virtuali su 1,6 km², cinque in più rispetto al percorso fisso precedente, servite da un veicolo da 16 posti con spazio per una sedia a rotelle. La copertura è aumentata senza nuove infrastrutture né un veicolo più grande.

Gli utenti coprono tutte le fasce d’età: studenti, pendolari diretti a Barcellona o Sabadell, collaboratori domestici e residenti anziani. I genitori prenotano per i figli piccoli e seguono la salita e la discesa. Pochissimi passeggeri usano ancora il call center.

Come vengono posizionate le fermate virtuali

Sul campo

  • Un passeggero che conferma una prenotazione nell’app, con la salita prevista tra due minuti
    Salita tra due minuti, dieci minuti a bordo: l’intera corsa è indicata prima della conferma.
  • Due passeggeri che salgono sul minibus Moventis a una fermata virtuale di Sant Cugat
    Salita a una fermata virtuale: il veicolo risponde alla richiesta, non a un orario.
  • Un passeggero che convalida una tessera T-casual nell’obliteratrice a bordo
    Lo stesso biglietto integrato del resto della rete, la T-casual, convalidato a bordo.
Pere AguilarPere AguilarResponsabile del trasporto pubblico, Sant Cugat Town Hall

“Su queste linee c’è un aumento dell’utenza, grazie alla flessibilità, che permette di adattare il servizio alle proprie esigenze di viaggio, alle proprie necessità.”

“Altrimenti si è legati a un orario fisso, e si deve aspettare che passi un autobus. Il fatto che le persone possano gestire il proprio tempo grazie a un servizio a chiamata: credo sia per questo che abbiamo visto un aumento così grande del numero di passeggeri.”

Sfide simili

Otto anni di prove concrete, in un solo comune

Sant Cugat è la risposta alla questione della cannibalizzazione. Tre zone aggiunte una alla volta dal 2017, tutte ancora attive, tutte in crescita, accanto a una linea ferroviaria e a percorsi fissi di autobus che non sono mai stati ridotti per fare spazio.

Ogni comune con una buona rete principale e quartieri serviti male si trova davanti alla stessa scelta. Qui l’evidenza mostra che aggiungere flessibilità ai margini fa crescere l’utenza totale invece di spostarla da un servizio all’altro.

La direzione dichiarata di Sant Cugat è continuare: sostituire con il servizio a chiamata i percorsi fissi rimasti con poca utenza, così che i residenti possano spostarsi senza doversi organizzare in base a un orario.

Il tuo territorio somiglia a questo?

Inviaci il tuo servizio attuale e simuleremo cosa cambierebbe con il trasporto flessibile.